Comune di Roccamandolfi (IS)

Turismo - Territorio

Collocata in una ariosa cornice di boschi e di pianori ed immersa nella tranquillità  dei monti, Roccamandolfi è un pittoresco centro montano ai piedi del massiccio del Matese. Roccamandolfi è oggi una località  rinomata soprattutto per l'allevamento del bestiame e la produzione del latte e riesce a stento a nascondere un passato medievale di gesta di guerrieri e di donne dal coraggio virile. Roccamandolfi si presenta in modo pittoresco con le sue vecchie case arroccate intorno alla chiesa mentre la parte moderna del paese si va espandendo più a valle dell' antico insediamento. Immerso nella tranquillità  dei monti, l'attuale centro di Roccamandolfi riesce a celare a malapena un passato medievale fatto di clamorosa gesta di guerrieri e di dame... guerriere.

E' una località  oggi rinomata soprattutto per l'allevamento del bestiame e la produzione del latte, dipendenti dalla pratica della pastorizia che, ancora oggi, rappresenta il settore trainante dell'economia locale. Il tutto assecondato dalle caratteristiche naturali del territorio, prevalentemente montuoso e dalla vicinanza ai pascoli di Montagna del Matese. Certamente oggi i mezzi a disposizione degli allevatori e piccoli proprietari locali sono aumentati e migliorati, il che consente di praticare l'attività  con minore incertezza rispetto al passato. Si diceva delle avventure cavalleresche che caratterizzarono il Medioevo nel luogo. A pochissima distanza dall'attuale centro abitato resistono a malapena le strutture del castello che fu edificato in epoca longobarda, secondo una versione, da Maguinulfo (da cui dipenderebbe il nome antico del luogo Rocca Maginulfa).

NEl 1196, Ruggero Di Mandra, discendente di Riccardo, personaggio eminente della corte normanna, vi resistette ai limiti del possibile all'assedio degli Svevi. Il particolare dimostra come fosse quasi impossibile riuscire a penetrare in un maniero che era stato edificato proprio per rafforzare la linea difensiva del Matese. Una conferma sarebbe giunta qualche decennio pù tardi, ancora in occasione di un momento particolarmente delicato per la storia del Regno. Federico II aveva, con un editto, ordinato l'abbattimento di tutte quelle fortezze che potessero rappresentare un pericolo per il potere centrale. Tra queste ricadeva Roccamandolfi. Il suo "signore", il conte di Molise, Tommaso da Celano, non chinò la testa di fronte al diktat. Concentrò nel castello la massima parte dei suoi soldati e resistette all'attacco di Tommaso d'Aquino che per farlo capitolare scelse la via dell'assedio. Il conte fuoriuscì nottetempo dalla fortezza e, dopo aver raccolto un buon numero di armati, volse alla riconquista del castello di Celano.
L'impresa riuscì ma risultò inutile, poichè nel contempo la moglie, Giuditta, che aveva preso il comando di Roccamandolfi, non resse alla pietà  per le condizioni dei suoi uomini, ormai debilitati, e si arrese (correva l'anno 1221). Dopo tali avvenimenti, poco alla volta, castello e borgo persero d'importanza, passando in modo sistematico da un feudatario all'altro. Vanno ricordati, a questo proposito i Gaetani (XV secolo) ed i Pignatelli. La Rocca, che sovrasta, da un colle inaccessibile, l'attuale abitato, è in rovina. Si conserva ancora parte della cinta muraria. La sua particolarità è data dalle torrette cilindriche che non poggiano su fondazioni bensì sono ricavate nella stessa cortina. E il Medioevo è ancora "presente" anche all'interno di Roccamandolfi. Basta percorrere il breve tratto di strada che conduce alla chiesa parrocchiale di San Giacomo per rendersene conto. Transito obbligato per giungere all'edificio è un sottopassaggio arcuato nei cui pressi sono murati frammenti lapidei di epoche passate.

La chiesa all'interno custodisce un altare settecentesco ed una scultura lignea riproducente San Gaetano del Di Zinno. Da notare anche la croce del XIV secolo pota nella via omonima. I campi da tennis e la palestra polivalente sono gli impianti sportivi ubicati nel centro. Inoltre, lo Sci Club, nei mesi invernali organizza viaggi per Campitello Matese dove sono disponibili le piste. Campitello di Roccamandolfi, i boschi ed i sentieri del fianco settentrionale del Matese, il Rio ed il suggestivo castagneto che lo anticipa, sono i siti più indicati per le escursioni. Il territorio comunale di Roccamandolfi è caratterizzato da una accentuatissima escursione altimetrica: si passa infatti dai 2050 metri della cima del monte Miletto ai 650 metri nella valle del Callora, mentre l'abitato si trova ad 810 metri.

Oltre alle colline ed alle vallate ricoperte di boschi verdeggianti, nel territorio di Roccamandolfi ci sono varie cime tra le più elevate del massiccio del Matese: Monte Miletto, Monte Acerone (1525), Colle di Mezzo (1426), Monte Morzone (1599). Al di sopra degli 800 metri il territorio è costituito fondamentalmente di roccia calcarea, al di sotto di quella quota da terreni argillosi. I corsi d'acqua non sono abbondanti, ma il Callora e il Callorella, entrambi a regime torrentizio, hanno una portata d'acqua perenne.