Ultimatum di Marchionne ai sindacati: ś o no

Il futuro di Mirafiori, dopo la decisione di produrre la nuova monovolume in Serbia, il destino di Pomigliano e il contratto nazionale di lavoro i punti affrontati nel tavolo di oggi tra governo, sindacati e Fiat. All'incontro erano presenti, oltre al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e all’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, i tre leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Gugliemo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, i rappresentanti generali delle categorie e degli enti locali
Marchionne, la Serbia non danneggia Mirafiori
“Il trasferimento della produzione della monovolume in Serbia "non toglie prospettive a Mirafiori". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne nel corso dell’incontro. Per la gamma alta di vetture "esistono altre alternative – ha aggiunto - per garantire i volumi produttivi". L’ad del Lingotto ha poi precisato: “Le nostre non sono minacce, ma non siamo disposti a mettere a rischio la sopravvivenza della Fiat. Dobbiamo deciderci se avere un forte settore auto in Italia o consegnarlo ai competitori esteri. ‘Fabbrica Italia' è stata una nostra iniziativa non l'abbiamo concordata né con la politica né con i sindacati. Fiat –ha ricordato ancora Marchionne- è l'unica azienda a mettere 20 miliardi in Italia, non agiamo come soggetto politico e non intendiamo farci coinvolgere. Vogliamo sapere sì o no, non chiediamo aiuti o incentivi ma dobbiamo avere le garanzie che gli stabilimenti possano funzionare".
Possibile la disdetta dal contratto dei metalmeccanici
"Si parla molto della possibilita' della Fiat decida disdetta dalla Confindustria e quindi dal contratto dei metalmeccanici alla sua scadenza. Se necessario siamo disposti anche seguire questa strada, ma non abbiamo nessun preconcetto", ha detto l'ad Fiat Sergio Marchionne riferendosi a come rendere praticabile l'accordo su Pomigliano.
"Per noi - ha aggiunto - la cosa importante e' raggiungere il risultato e avere la certezza di gestire gli impianti. Produrre a singhiozzo, con livelli ingiustificati di assenteismo, o vedere le linee bloccato per giorni interi e' un rischio che non possiamo accollarci".
"Abbiamo l'opportunita' di costruire una rete industriale in Italia che sia in grado di aumentare in modo significativo gli attuali volumi di produzione. Non sprechiamo questa opportunita", ha detto l'ad Fiat Sergio Marchionne, al tavolo sul gruppo Fiat.
"La sfida e' possibile unendo le forze, le intelligenze e le risorse. Lo e' - ha detto - dividendo i compiti i sacrifici e le responsabilita'. Vorremo che per una volta fosse l'Italia a diventare l'esempio di come questi cambiamenti possano realizzarsi con successo".
Sacconi, garantire il pieno utilizzo degli impianti
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, chiede alla Fiat di confermare tutti i numeri contenuti nel piano industriale e di garantire il pieno utilizzo di tutti i siti italiani. "Fabbrica Italia è un progetto importante - ha detto Sacconi secondo quanto riferiscono fonti presenti all'incontro a Torino - i numeri contenuti devono essere riconfermati. È giusto che Fiat faccia gli investimenti, garantendo il pieno utilizzo degli impianti".
Il 15 settembre si discuterà la riconversione di Termini Imerese Il Governo convocherà i rappresentanti di Fiat e sindacati entro il 15 settembre per illustrare le proposte di riconversione industriale dello stabilimento di Termini Imerese. Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso di una conferenza stampa al termine del vertice a Torino sullo stabilimento di Mirafiori.
Nel frattempo, ha sottolineato il ministro del Welfare, il dicastero dello Sviluppo economico continuerà le proprie iniziative attivando un tavolo su ricerca e innovazione sostenibile per il settore auto.
"Il Governo - ha aggiunto Sacconi - completerà la definizione della nuova normativa, contenuta già nella manovra economica, sulla detassazione del salario incrementale a qualunque titolo prodotto in base ad accordi aziendali".
Epifani, su Pomigliano riaprire confronto con Cgil Fiom
"Non occorre usare carri armati per spianare le strade. Servono meno muscoli e più consenso". Così, prima dell’incontro durante il quale si dovrà decidere del destino di Mirafiori, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Rispondendo sulla newco Fabbrica Italia Pomigliano che dovrà assorbire i dipendenti che produrranno dal 2011 la nuova Panda con un nuovo contratto di lavoro, Epifani avverte: "la cosa migliore prima di avventurarci su strade che non si sa dove possano portare è andare al confronto con la Fiom e lavorare per trovare una mediazione". "Chiediamo lavoro, occupazione e investimenti anche in Italia. L'incontro di oggi è necessario dopo la scelta della Fiat di portare la monovolume in Serbia ma - osserva Epifani - non dobbiamo dimenticarci anche il futuro di Pomigliano e di Termini Imerese. Dobbiamo avere qualche certezza. I lavoratori non possono vivere nell'incertezza".
Partecipanti accolti da grida e fischi
Forti contestazioni davanti alla sede della Regione dove è in corso il vertice.All'arrivo dei primi partecipanti si sono levate grida e fischi da parte dei lavoratori del presidio organizzato dall'Unione sindacale di base. Lo slogan più gridato all'indirizzo dei partecipanti è "Vergogna, vergogna".
Marchionne ha incontrato la Marcegaglia
La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, sono d'accordo per lavorare insieme ad una soluzione che permetta di recepire le richieste del Lingotto sul fronte contrattuale senza che lasci Confindustria e Federmeccanica. Lo hanno indicato garantendo "un impegno comune" a trovare una soluzioni "in tempi brevi".
"Cerchiamo di trovare una soluzione con Emma, credo sia la cosa più salutare per il Paese. Se non ci arriviamo c'è sempre il piano B". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dopo l'incontro con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
